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Nuove acquisizioni

 

Nuove acquisizioni

Grazie all'azione del Comitato Scientifico, la Collezione Farnesina è costantemente aperta a nuovi ingressi. Alcuni di questi sono volti a raccontare la vicenda storico-artistica del Novecento italiano, altri testimoniano la ricchezza e la vivacità delle ricerche più innovative degli ultimi decenni.

In modo particolare, la Collezione Farnesina mira ad ampliarsi lungo tre assi prioritari: arricchire la raccolta dei grandi maestri del Novecento, dare vita a una sezione dedicata alla grafica e all'illustrazione (settori nei quali l'eccellenza italiana è unanimemente riconosciuta all'estero) ed espandere la galleria fotografica ospitata al quinto piano del Ministero, sia attraverso una maggiore presenza delle figure più rappresentative del XX secolo, sia grazie all'inclusione di fotografi e fotografe che operano al giorno d'oggi.

A partire da queste considerazioni, abbiamo il piacere di presentare alcuni degli ingressi più recenti:

  • Le due gemelline (2002), una grande moquette dipinta a vernice spray del duo bolognese Cuoghi Corsello, attivo da oltre 30 anni sulla scena artistica contemporanea;
  • Paesaggio Urbano V (2017), un grande stencil-poster di 2,7 metri di lunghezza di Sten & Lex, duo artistico romano. Dai primi stencil per le strade di Roma nel 2001 sino a musei d'arte contemporanea sparsi in tutto il mondo, senza mai tradire una ricerca grafica coerente, sia nelle realizzazione figurative che in quelle più recenti di pura astrazione geometrica, Sten & Lex hanno portato avanti il loro linguaggio sapendolo adattare ai differenti contesti: dall'intervento abusivo alla grande commissione pubblica, dall'opera da "galleria" ai multipli serigrafici;
  • 3412 Kafka (2017), un'opera di Carola Bonfili (Roma, 1981) costituita da un plastico in cemento e da un video in VR. Con questo lavoro l’artista riflette sulle possibilità dell’immaginazione facendo interagire reale e virtuale in modo da dare luogo a un’esperienza percettiva mentale e sensoriale insieme. Lo spazio definito dall’opera è familiare e perturbante allo stesso tempo. La ricerca di Bonfili si caratterizza sin dagli esordi per la compresenza di stimoli molteplici, echi letterari e suggestioni scientifiche. Se è evidente il rinvio all’autore praghese, 3412 Kafka è anche il nome di un asteroide solitario in viaggio nella nostra galassia. L’artista, nata nel 1981, vive e lavora tra Roma e New York. Tra mostre collettive cui ha partecipato ricordiamo Roommates (MACRO – Roma, 2011); tra le personali: Kafka 3412 (smART – Roma, 2018) e Polia (Fondazione Baruchello – Roma, 2019);
  • Still Life 03 (2019), di Chiara Bettazzi (Prato, 1977) che da anni si dedica al recuperodi spazi pubblici abbandonati. Nelle sue ricerche, Bettazzi si interroga sul ruolo degli oggetti nella società contemporanea, sulla loro precarietà e sulle pratiche compulsive che ne determinano, da un lato, il continuo usa-e-getta e, dall’altro, l’accumulo seriale. In particolare, Still Life 03 si
    inserisce all’interno di un più ampio studio sulle “camere delle meraviglie” (wunderkammern) rinascimentali portato avanti dall’artista attraverso installazioni nelle quali vengono assemblati oggetti d’arredo e reperti vegetali. In questo modo, Bettazzi crea Wonder objects che raccolgono memorie e suggestioni familiari e che, rinviando alla tradizione delle nature morte, alludono alla caducità umana e promuovono una più ampia riflessione sulla memoria. Il legame con le nature morte, come indica il titolo stesso, è particolarmente evidente in Still Life 03 che richiama numerosi elementi di tale tradizione pittorica, ovvero la gestione della luce e delle ombre, il dialogo con lo sfondo, l’uso del piano e il suo conseguente alludere al vuoto che lo circonda.
  • Copertina realizzata per la rivista New Yorker (2019) e Manifesto per la Metropolitana di New York (2019) di Olimpia Zagnoli  (1984), artista milanese che lavora in Europa e negli Stati Uniti. In entrambe le stampe sono evidenti i tratti distintivi dello stile di Zagnoli: la predilezione per le forme tondeggianti e geometriche, schiacciate su un piano rigorosamente bidimensionale, la fusione illusionistica tra soggetto e sfondo, e l’uso di colori accesi e luminosi. Zagnoli elabora in questo modo uno sguardo ironico sulla contemporaneità che trova il suo fondamento nella rivendicazione della libertà individuale. 
  • Ballerina (2018), una sequenza di ventotto bozzetti realizzata da Gianluigi Toccafondo per Un romano a Marte, opera di Vittorio Montalti, vincitrice del premio di composizione del Teatro dell’Opera di Roma e messa in scena nel novembre 2018. Toccafondo, nato a San Marino nel 1965, lavora da anni sul confine tra arte figurativa e cinematografia. Oltre a girare cortometraggi animati, l’artista interviene pittoricamente su immagini fotografiche realizzate da lui, deformandole in modo da rappresentare il movimento e l’interazione dei soggetti con lo spazio. Ogni singola immagine è cioè concepita come espressione di un dinamismo.
  • Mongolfiero (2019), dell’artista Paper Resistance, pseudonimo di Alessandro Micheli (Galatina, 1974), disegnatore attivo a Bologna. Paper Resistance, sin dalla fine degli anni ’90, si dedica all’illustrazione e alla produzione editoriale indipendente, fondando Zooo print & press. Le sue opere sono caratterizzate da un segno lineare, essenziale e dalla totale assenza del colore. È il caso del personaggio Mongolfiero la cui testa è sostituita da una mongolfiera richiamando ironicamente shuttle e missili sullo sfondo.
  • Quattro opere di Hitnes (Roma, 1982), artista che dipinge sui muri dal 1996; i suoi graffiti hanno come soggetto la natura e in particolare gli animali. Ha lavorato in tutta Europa, così come in Messico, Cina, Australia e ha esposto le sue opere a Roma, Napoli, Firenze, Bologna, Padova, Palermo, New York, Parigi, Lugano e Città del Messico. Meno conosciuta la sua attività di disegnatore ed incisore, tecniche in cui eccelle per perizia tecnica e inventiva. Anche in questi lavori i suoi soggetti appartengono sempre al mondo naturale. Le opere in Collezione sono due acrilici su carta di libro, ovvero Russian headjog (2014) e Pastinaca (2014), e due serigrafie a 16 colori: Selezione naturale 1 e Selezione naturale 3 (entrambe del 2019).
  • Chronicles from the red zone, un ciclo di 16 illustrazioni sulla condizione dell’Italia durante il lockdown, realizzato da Emiliano Ponzi per il Washington Post. Attraverso approcci stilistici differenti e uno sguardo discreto, Ponzi cattura il senso di vuoto e di sospensione che hanno caratterizzato quei giorni del 2020, raffigurando alcuni momenti iconici, come la passeggiata di Papa Francesco, e attimi di quella che è stata la quotidianità di milioni di italiani: le file al supermercato, l’affacciarsi alle finestre, il matrimonio di un amico su Zoom, le passeggiate nelle città vuote, i tragitti solitari dei rider. Originario di Reggio Emilia, Ponzi vive a Milano. Le sue illustrazioni sono apparse sui giornali più importanti del mondo, dal New York Times a Le Monde. È inoltre vincitore di premi prestigiosi come la medaglia della Society of Illustrators New York".
  • Senza titolo II (2006), di Sabrina Mezzaqui (Bologna, 1964), otto carte intagliate a mano, montate su due losanghe di due metri di diagonale. Mezzaqui lavora sulla reinterpretazione di ciò che è appartiene al nostro sostrato culturale. Attraverso i suoi ritagli, trasforma un elemento della vita di tutti i giorni, come la carta, in un altro oggetto carico di echi e tradizioni: il merletto. In questo modo, recupera l'essenza antica comune alle cose che ci appaiono intime e familiari, che risalta anche nell’estrema perizia tecnica dei suoi interventi. Mezzaqui ha esposto nei principali musei italiani (GNAM, MAMbo, MART, Museo del Novecento di Milano) e in numerose città internazionali (Dhaka, Amsterdam, Buenos Aires, Rabat, Tunisi, Hong Kong).
  • Tre Onfali (1968), di Gastone Novelli, (Vienna, 1925 - Milano, 1968), tra i maggiori protagonisti dell’Informale italiano. L’opera, realizzata per la Biennale di Venezia del 1968, è una delle rare prove scultoree dell’artista. È costituita da tre solidi geometrici in resine artificiali che, sia nella forma che nei sottili segni sulla superficie, richiamano gli “omphalos” greci, pietre scolpite che servivano a indicare il centro del mondo all'interno del santuario di Delfi. I Tre Onfali sono espressione dell’ultima fase della ricerca di Novelli, durante la quale, dopo essersi avvicinato alle avanguardie letterarie dei primi anni ‘60 e aver indagato il senso pittorico della scrittura, l’artista mira a scoprire l’esistenza di un linguaggio universale legato alla mitologia e caratterizzato da profonde valenze magiche.
  • Il censimento degli Italiani (1991) di Altan (Milano, 1942), opera realizzata per il Venerdì di Repubblica nel 1991. Altan, autore di numerosi romanzi a fumetti, è il creatore di personaggi iconici come Kika, Kamilo Kromo e la Pimpa. Come vignettista satirico, ha ritratto persone comuni offrendo uno sguardo caustico nei confronti dell’Italia dei nostri giorni. Particolarmente noto è il personaggio di Cipputi, un operaio metalmeccanico che commenta i temi di attualità del paese. Lo stile di Altan, caratterizzato da forme morbide e da colori vivaci, sottolinea in modo ironico l’opulenza e l’individualismo della società contemporanea.
  • I due disegni, Ovoo e Ovoo2 (2013) dello street artist DEM (all’anagrafe Marco Barbieri, Codogno, 1978), in cui si riconoscono le radici del repertorio iconografico dell’artista lodigiano, normalmente abitato da strane creature, personaggi onirici e maschere ancestrali. Le illustrazioni richiamano, in particolare, gli interventi site specific in spazi naturali in cui DEM costruisce con la vegetazione e altri materiali ritrovati delle installazioni a metà tra totem e rifugi temporanei. Queste eco-apparizioni, oltre a stimolare una riflessione sul rapporto dell’uomo con l’ambiente, ci indicano la strada verso un sincretismo sostenibile e una riconciliazione spirituale con l’energia purificatrice della natura.
  • L'opera Oggetto quadro gradienti di luminosità di Franco Costalonga si inserisce tra le raffinate indagini degli anni Settanta del maestro dell'Arte Cinetica e Programmata, in cui il singolo elemento – un cilindro sezionato a 45 gradi, sede del colore – viene combinato in moduli regolari che danno vita a rappresentazioni geometriche policrome e la cui intensità cambia a seconda del punto di vista e dell’incidenza della luce sulla superficie.

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